00 31/05/2014 02:13
Bilderberg a Copenaghen, Putin ed euroscetticismo tra i temi. Quattro gli italiani al vertice super esclusivo


Il Marriot Hotel di Copenaghen dove è prevista la riunione di Bilderberg

Tutto iniziò alla chetichella su volontà del re di Olanda Bernardo nel 1954 all' Hotel Bilderberg appunto per cercare di creare un gruppo di lavoro composto da politici, uomini d'affari e professori universitari che cercasse di rispondere adeguatamente alle sfide che l'Unione sovietica poneva all'Europa Occidentale e alla sua integrità. Non era un gruppo segreto, ma solamente esclusivo visto che più o meno i cento partecipanti si conoscevano tutti perché frequentavano gli stessi luoghi, le stesse scuole, e condividevano gli stessi gusti. Non c'era nemmeno l'ufficio stampa perché quello che veniva detto nelle sale era sottoposto alla regola ferrea di Chatham House, che prevede che i partecipanti sono liberi di citare le informazioni ascoltate ma senza indicare l'identità del relatore né la sua provenienza o professione. Una regola semplice che ha decretato il successo dell'iniziativa giunta alla 62esima edizione, che pur avendo ormai sconfitto da tempo il nemico comunista (sono passati 25 anni dalla caduta del muro di Berlino e dieci dall'ingresso nella Ue di otto paesi dell'ex Patto di Varsavia), come la Nato in campo militare o l'Ocse in campo economico sono sopravvissute al loro mandato inziale di difesa del libero mercato e della libertà dei paesi a democrazia liberale contro l'Orso russo.

Il vertice danese -
Quest'anno il Bilderberg ha deciso di ritrovarsi dal 29 maggio al primo giugno in Danimarca, al Marriot Hotel di Copenaghen. Scelta non casuale (non per il 450°esimo anniversario della nascita di William Shakespeare e del suo famoso Amleto ambientato appunto in quelle zone), ma perchè è tutta la Danimarca ad essere diventata un grande Amleto, indecisa sull'essere o non essere europea e fino a che punto eventualmente esserla, tenendosi ben lontano dall'euro. Messa nel cassetto la passata sfarzosa edizione in terra inglese all'Hertofordshire, quest'anno, pagando poco più di 230 euro a camera, si discuterà del morbo che sta mettendo a rischio l'Unione europea, il populismo di destra e di sinistra che vuole tornare agli stati nazionali di un tempo perduto. Un contagio che sembra essere partito proprio in Danimarca con la famosa protesta delle polpette di carne di maiale abolite nei menù di asili e scuole per non mettere a disagio gli alunni immigrati e spesso musulmani. Una faccenda apparentemente minore ma che ha scatenato un coro di proteste prima, una formazione politica ex novo poi a difesa dell'identità danese e un contagio in mezzo continente contro l'Europa dei burocrati di Bruxelles e del politically correct. Una crescente disoccupazione e la fine di ideologie come la Terza via di Anthony Giddens, stritolata da un lato dal liberismo della scuola di Chigago e dall'altro dall'austerità e riforme per la competitività alla tedesca, hanno messo a nudo la debolezza dell'attuale costruzione europea. Non a caso gli euroscettici danesi del Dänische Volkspartei (DVP, Partito Popolare danese) nelle ultime europee hanno fatto il pieno di consensi. Quest'anno i giornalisti hanno tentato come sempre di avvicinarsi alla sede del convegno (chi scrive ci provò inutilmente a Stresa sul lago Maggiore nel corso dell'edizione italiana) ma come sempre i due malcapitati sono stati allontanati dall'albergo dalla polizia che impedisce l'accesso ai non addetti ai lavori.

Gli italiani -
Chi c'è e chi no. Naturalmente esserci conta e molto: in passato ha partecipato l'ex governatore centrale americano Paul Volcker, l'uomo che ha salvato l'America dall'inflazione ai tempi di Ronald Reagan e che oggi ha proposto a Barack Obama di adottare la cosiddetta "Volcker Rule" sulla divisione delle banche d'affari da quelle commerciali, ma senza riscuotere troppo successo a cominciare proprio dalle sale del Bilderberg group; l'immancabile ex segretario di Stato Henry Kissinger che chiedeva sempre un numero unico di telefono a cui rivolgersi per le crisi in Europa e pare che non l'abbia ancora trovato; il magnate Bill Gates che con l'allora commissario alla concorrenza Mario Monti subì una clamorosa sconfitta proprio in Europa, la regina Beatrice d'Olanda in virtù del fatto che fu proprio il paese dei tulipani a dar vita all'iniziativa 62 anni or sono. E gli italiani? Pochi ma selezionati: Franco Bernabè ex ad di Eni e di Telecom Italia, John Elkann presidente di Fiat e della Exor, il professore Mario Monti ex premier e senatore a vita, Monica Maggioni, direttore di Rai News 24, la tv all news della Rai. Lo scorso anno gli italiani presenti erano stati addirittura sette: Franco Bernabé, la giornalista ed ex deputata europea Lilli Gruber, Mario Monti, Enrico Tommaso Cucchiani ex ad di IntesaSanpaolo, Gianfelice Rocca, presidente di Techint, dell'Istituto Clinico Humanitas e dell'Assolombarda, Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, e l'accademico Emanuele Ottolenghi.

Gli argomenti in discussione - È probabile che si parlerà di come contenere l'avanzata dei "barbari", cioè gli euroscettici che stanno mettendo in discussione gli equilibri fin qui mantenuti dalla fine della Seconda guerra mondiale, senza però dimenticare il crescente nazionalismo di Vladimir Putin, il presidente russo, soprattutto dopo l'accordo di ieri della Russia con il Kazakistan e la Bielorussia per formare una piccola Unione sovietica in chiave economica. Un immenso mercato comune tra Russia, Bielorussia e Kazakistan, a cui presto si uniranno anche l'Armenia, entro il 15 giugno, e il Kirghizistan, entro l'anno. Un tema caldo che ridarà vitalità al gruppo Bilderberg da tempo in cerca di identità: alla fine il gruppo era nato proprio per contrastare l'espansionismo di Mosca; ora dopo 62 anni deve affrontare quello di Putin. E si prepara a una seconda giovinezza.

Vittorio Da Rold
30 maggio 2014
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